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Sono sporco. Roso dai pidocchi… Io non conosco l’acqua dei fiumi, né la rugiada delle nubi. Sulla nuca, come su un letamaio, mi cresce un fungo enorme… Seduto sopra un mobile informe, non muovo le membra da quattro secoli. I miei piedi hanno messo radice nel suolo, e compongono, fino al mio ventre, una sorta di viva vegetazione, piena d’ignobili parassiti, che, senza derivare ancora dalla pianta, non è già più carne. Tuttavia il mio cuore batte. Ma come potrebbe battere, se il marciume e le esalazioni del mio cadavere (non oso dire corpo) non lo nutrissero abbondantemente? Sotto l’ascella sinistra, ha preso residenza una nidiata di rospi, e quando qualcuno di essi si muove, mi fa il solletico. Badate che non ne scappi fuori uno e non venga a grattarvi con la bocca l’interno dell’orecchio: sarebbe poi capace d’entrarvi nel cervello.

Crediti
 • Conte di Lautréamont •
 • I Canti di Maldoror •
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