Tutte le possibilità del linguaggio sono presenti

L’invisibile è una cavità nel visibile, nella passività, non produzione pura. Per questo, fare analisi del linguaggio, mostrando sino a che punto esso è spostamento quasi naturale. Non ci sono da cercare delle cose spirituali, ci sono delle strutture del vuoto – Semplicemente, io voglio conficcare questo vuoto nell’Essere visibile, mostrare che esso ne è il rovescio, – in particolare il rovescio del linguaggio. Quando la visione silenziosa cade nella parola e quando, di rimando, la parola, aprendo un campo del nominabile e del dicibile, vi si inscrive al suo posto, secondo la sua verità, in breve, quando essa trasforma le strutture del mondo visibile e si fa sguardo dello spirito, intuitus mentis, tutto ciò si effettua sempre in virtù del medesimo fenomeno fondamentale della reversibilità, che sostiene e la percezione muta e la parola, e che si manifesta tanto con una esistenza quasi carnale dell’idea quanto con una sublimazione della carne. In un certo senso, se si esplicitasse completamente l’architettonica del corpo umano, la sua intelaiatura ontologica, e il modo in cui esso si vede e si ode, si vedrebbe che la struttura del suo mondo muto è tale che tutte le possibilità del linguaggio vi sono già presenti.

 
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