⋯
[….] – Leucotea: Dunque hai capito. È un nuovo dio. È il più giovane di tutti gli dèi. Ti ha veduta e gli piaci. Lo chiamano Dioniso.
Ariadne: Non lo conosco.
Leucotea: È nato a Tebe e corre il mondo. È un dio di gioia. Tutti lo seguono e lo acclamano.
Ariadne: È potente?
Leucotea: Uccide ridendo. Lo accompagnano i tori e le tigri. La sua vita è una festa e tu gli piaci.
Ariadne: Ma come mi ha vista?
Leucotea: Chi può dirlo. Tu sei mai stata in un vigneto in costa a un colle lungo il mare, nell’ora lenta che la terra dà il suo odore? Un odore rasposo e tenace, tra di fico e di pino? Quando l’uva matura, e l’aria pesa di mosto? O hai mai guardato un melograno, frutto e fiore? Qui regna Dioniso, e nel fresco dell’edera, nei pineti e sulle aie.
Ariadne: Non c’è un luogo solitario abbastanza che gli dèi non ci vedano?
Leucotea: Cara mia, ma gli dèi sono il luogo, sono la solitudine, sono il tempo che passa. Verrà Dioniso, e ti parrà di esser rapita da un gran vento, come quei turbini che passano sulle aie e nei vigneti.
Ariadne: Quando verrà?
Leucotea: Cara, io lo annuncio. Per questo la nave è fuggita.
Ariadne: E a te chi l’ha detto?
Leucotea: Sono di Tebe, Ariadne. Sono sorella di sua madre.
Ariadne: Nella mia patria si racconta che sull’Ida nascevano dèi. Nessun mortale è mai salito oltre gli ultimi boschi. Noi temiamo anche l’ombra che cade dal monte. Come posso accettare le cose che dici?
Leucotea: Tu hai molto osato, piccola. Non era per te come un dio anche colui dai ricci viola?
Ariadne: Gli ho salvata la vita, a questo dio. Che ne ho avuto?
Leucotea: Molte cose. Hai tremato e sofferto. Hai pensato a morire. Hai saputo che cosa è un risveglio. Ora sei sola e aspetti un dio.
Ariadne: E lui com’è? molto crudele?
Leucotea: Tutti gli dèi sono crudeli. Che vuol dire? Ogni cosa divina è crudele. Distrugge l’essere caduco che resiste. Per svegliarti più forte, devi cedere al sonno. Nessun dio sa rimpiangere nulla.
Ariadne: Il dio tebano… questo tuo… hai detto che uccide ridendo?
Leucotea: Chi gli resiste. Chi gli resiste s’annienta. Ma non è più spietato degli altri. Sorridere è come il respiro per lui.
Ariadne: Non è diverso da un mortale.
Leucotea: Anche questo è un risveglio, bambina. Sarà come amare un luogo, un corso d’acqua, un’ora del giorno. Nessuno uomo val tanto. Gli dèi durano finché durano le cose che li fanno. Fin che le capre salteranno tra i pini e i vigneti, ti piacerà e gli piacerai.
Ariadne: Morirò come tutte le capre.
Leucotea: Sulle vigne, di notte, ci sono anche stelle. È un dio notturno che ti aspetta. Non temere.

Crediti
 • Cesare Pavese •
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