Tutto è corpo e corporeo
Tutto è mescolanza di corpi e, nel corpo, incastro, penetrazione. Un albero, una colonna, un fiore, un bastone spuntano attraverso il corpo; sempre altri corpi penetrano nel nostro corpo e coesistono con le sue parti. Tutto è direttamente scatola, alimento in scatola ed escremento. Siccome non vi è superficie, l’interno e l’esterno, il contenente e il contenuto non hanno più limite preciso e sprofondano in una profondità universale o girano nel cerchio di un presente sempre più ristretto quanto più è colmato. Da ciò discende la maniera schizofrenica di vivere la contraddizione: sia nella spaccatura profonda che attraversa il corpo, sia nelle parti fatte a pezzi che si incastrano e roteano. Corpo-passatoia, corpo-fatto-a-pezzi e corpo-dissociato formano le prime tre dimensioni del corpo schizofrenico.

Crediti
 Gilles Deleuze
 Logica del senso
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Quotes per Gilles Deleuze

L'opera di Proust non è rivolta verso il passato e le scoperte della memoria, ma verso il futuro e verso i progressi dell'apprendimento. Quello che importa è che il protagonista non sapeva all'inizio certe cose, ma le apprende progressivamente, e riceva infine un'estrema rivelazione. Prova dunque necessariamente delle delusioni: egli credeva, si faceva delle illusioni, il mondo vacilla nel corso dell'apprendimento.  Marcel Proust e i segni

Avere fiducia nel mondo è ciò che più ci manca: abbiamo completamente smarrito il mondo, ne siamo stati spossessati. Avere fiducia nel mondo vuole anche dire suscitare eventi, per piccoli che siano, che sfuggano al controllo, oppure dare vita a nuovi spazi-tempo, anche di superficie e volume ridotti. […] La capacità di resistenza o, al contrario, la sottomissione a un controllo si giudicano a livello di ciascun tentativo.  Pourparlers

Lo Stato è tanto più perfetto quanto più poggia su affetti di gioia: l'amore della libertà deve prendere il sopravvento sulla speranza, la paura e la sicurezza.

Il potere ha bisogno di tristezza perché può dominarla. La gioia è quindi resistenza, perché non si arrende. La gioia come potenza di vita, ci porta in luoghi dove la tristezza non ci porterebbe mai.

Quasi mi vergogno a dire certe cose… Proust l'ha detto e in modo bello: io non desidero una donna, io desidero anche il paesaggio che è contenuto in quella donna, un paesaggio che forse neanche conosco, ma che intuisco, e finché non ho sviluppato questo paesaggio che l'avviluppa io non sarò contento, cioè il mio desiderio non sarà compiuto, resterà insoddisfatto.