Sole al Tramonto (1913) di Egon Schiele non si limita a catturare un fenomeno naturale, bensì si configura come una profonda meditazione sulla caducità dell’esistenza, un’elegia crepuscolare che esplora temi esistenziali attraverso la rappresentazione di un paesaggio al confine tra luce e ombra. L’opera non è una semplice veduta, ma una potente allegoria della condizione umana, filtrata attraverso la sensibilità espressionista dell’artista. L’analisi dell’immagine rivela immediatamente una composizione che si articola in piani orizzontali, creando una sensazione di staticità e di sospensione temporale. In primo piano, una fascia scura, resa con pennellate dense e materiche, rappresenta la terra, solcata da linee verticali che suggeriscono la presenza di alberi spogli o di arbusti. Questa fascia scura funge da base per il paesaggio, ancorandolo alla tela e conferendogli una solidità quasi tattile.
Al di sopra, si sviluppa una fascia di colore più chiaro, che rappresenta un campo o una distesa erbosa, punteggiata da macchie di colore più scuro che potrebbero evocare la presenza di vegetazione o di elementi naturali. Questa fascia intermedia crea un contrasto cromatico con la fascia scura sottostante e introduce una nota di varietà e di movimento nella composizione. Sullo sfondo, si staglia una catena montuosa dai profili sinuosi e dai colori rosati e violacei, che si fondono con le tonalità del cielo crepuscolare. Queste montagne, immerse in un’atmosfera rarefatta, conferiscono al paesaggio una profondità spaziale e un senso di vastità. Il cielo, infine, occupa la parte superiore del dipinto, dominato da tonalità rosate, aranciate e grigiastre che evocano il momento del tramonto, quando la luce del sole si affievolisce e le ombre si allungano. Questo cielo crepuscolare, reso con pennellate orizzontali che ne suggeriscono la consistenza atmosferica, crea un’atmosfera malinconica e contemplativa. Due alberi, stilizzati e sottili, si ergono al centro della composizione, con le chiome appena accennate e i rami che si protendono verso il cielo come braccia tese. Questi alberi, pur essendo spogli e apparentemente privi di vita, sembrano ancora aggrappati alla terra, testimoniando la forza della natura e la sua capacità di resistere al tempo.
Il dipinto cattura il momento del tramonto, un istante di transizione, un confine sottile tra il giorno e la notte, in cui la luce svanisce gradualmente e le ombre si allungano, avvolgendo il paesaggio in un’atmosfera di silenzio e di mistero. Questo momento, come evidenziato nel testo, è interpretato da Schiele come un simbolo della caducità della vita, un continuo andare e venire, un ciclo ineluttabile di nascita, crescita, declino e morte. Il sole, motivo ricorrente nell’opera di Schiele, non è rappresentato direttamente, ma la sua presenza è evocata dalle tonalità calde del cielo e dalla luce che si riflette sul paesaggio. Il sole, in questo contesto, è visto come un simbolo di ciclicità e della connessione organica tra tutti gli esseri viventi, un motore vitale che regola i ritmi della natura e dell’esistenza. La dissoluzione delle forme nelle ombre del tramonto, visibile soprattutto nella resa delle montagne e degli alberi, riflette l’idea della transitorietà della vita e della sua inevitabile fine, un tema caro all’Espressionismo e alla sensibilità di Schiele. Invece di concentrarsi sulla bellezza convenzionale della natura, come facevano gli impressionisti, Schiele mette in risalto la sua intrinseca connessione con un processo continuo di cambiamento e decadimento, una visione più esistenziale e malinconica del paesaggio.
L’opera esplora temi quali la malinconia intrinseca al tramonto, la caducità della vita come ciclo ineluttabile, la ciclicità della natura e il suo legame con l’esistenza umana, il venire all’essere e il passare via come dinamiche fondamentali dell’esistenza, la non rappresentazione della bellezza convenzionale a favore di una resa più emotiva e simbolica del paesaggio e l’Espressionismo come linguaggio per esprimere l’interiorità e la soggettività dell’artista. Il tramonto, come già accennato, è interpretato come un simbolo della caducità della vita, di un continuo andare e venire, sottolineando una malinconia intrinseca a questo momento di transizione. Il sole che tramonta non è solo la fine di un giorno, ma anche una metafora del ciclo di vita, morte e rinascita, un tema che Schiele esplora con profonda intensità in molte delle sue opere. L’artista si concentra sul processo di venire all’essere e passare via, temi centrali nella sua visione dell’esistenza, che si riflette anche in altre sue opere paesaggistiche, come Alberi Spogli o Paesaggio Senza Sole, dove la natura è rappresentata nella sua fragilità e nella sua vulnerabilità.
Sole al Tramonto non è semplicemente la raffigurazione di un fenomeno naturale, ma una potente allegoria della condizione umana, un’esplorazione profonda dei temi della vita, della morte e del tempo che scorre inesorabile. L’uso simbolico del sole che tramonta, l’atmosfera malinconica e l’enfasi sulla transitorietà della vita rendono quest’opera una testimonianza significativa della visione artistica e filosofica di Schiele, che si esprime attraverso un linguaggio visivo intenso e suggestivo. A parere di chi scrive, il lascito di quest’opera risiede nella sua capacità di invitare lo spettatore a riflettere sulla propria esistenza e sulla connessione profonda e indissolubile con i cicli della natura, un invito alla contemplazione e alla consapevolezza della bellezza e della fragilità del mondo che ci circonda.
Titolo: Sole al Tramonto
Titolo: Setting Sun
Data: 1913
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni: 90 x 90.5 cm
Stile: Espressionismo
Collocazione: Leopold Museum, Vienna (Inventario n. 625)
Firma: Firmato e datato in alto a destra: EGON SCHIELE 1913
Provenienza: Arthur Roessler, Vienna (1913-1957); Dr. Rudolf Leopold, Vienna (1957-1994); Leopold Museum-Privatstiftung, Vienna (dal 1994)
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Le persone che non ricevono mai abbracci o che ben pochi ne hanno ricevuti sono inconfondibili, per via di quella corazza che hanno dovuto costruire intorno alla loro anima.
Non venire stretti tra le braccia di qualcuno che amiamo ci proietta in una dimensione di solitudine, dove l'unica soluzione sembra essere quella di rafforzare il nostro carattere oltre i limiti umani per riuscire a farcela anche da soli.
Il primo segnale della vita è l'abbraccio.
Significa protezione, affidarsi ad occhi chiusi, cura e culla che solleva dalla malinconia. Questo è il nutrimento che un figlio dovrebbe ricevere. Dovrebbe, perché, a volte, c'è freddo nell'abbraccio e nessuna melodia nel sorriso dei genitori.
L'amore si trasforma in ostilità o in indifferenza, e quell'abbraccio confortante lo cercherai altrove.
O, addirittura, crederai che non esista.
Crederai di non esistere.
E invece, tu esisti.
Aldo Carotenuto L'anima e la vita
Psicoanalisi, Psicologia del profondo
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Studio sull’arte di Schiele. Comini analizza il paesaggio come riflesso esistenziale, un’eco al testo dove Sole al Tramonto esplora la caducità della vita con alberi spogli e cieli crepuscolari.
La natura e il simbolo di Ernst Gombrich
Saggio sul simbolismo artistico. Gombrich esplora la natura come allegoria, simile al testo, dove Schiele usa il tramonto per simboleggiare il ciclo vitale e la malinconia dell’esistenza umana.
L’anima del paesaggio di Christian Norberg-Schulz
Riflessione sul paesaggio emotivo. Norberg-Schulz vede il paesaggio come specchio dell’anima, un parallelo al testo che interpreta il tramonto di Schiele come meditazione sulla transitorietà della vita.







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