Packing Room (Stanza d’Imballaggio), disegno a pastello su carta del 1917 conservato al Leopold Museum di Vienna (Inv. 1416), offre una prospettiva inusuale sull’opera di Egon Schiele, uno sguardo penetrante sulla vita quotidiana durante il drammatico periodo della Prima Guerra Mondiale. L’opera non si limita a documentare un ambiente di lavoro, ma lo trasforma in un simbolo di un’epoca segnata da privazioni e incertezze. L’analisi dell’immagine rivela un interno affollato di oggetti, dove l’occhio si perde in un groviglio di linee e forme. Al centro della composizione spicca un grande cesto di vimini, posto in primo piano, che sembra quasi voler invadere lo spazio dello spettatore. Dietro di esso, un tavolo ingombro di bottiglie, presumibilmente di vino, e pacchi di diverse dimensioni, suggerisce un’attività di confezionamento e spedizione. Sullo sfondo, si intravedono altri oggetti ammassati, tra cui una cornice appoggiata a un muro e una cassa con la scritta “OCK” ben visibile. L’atmosfera che si respira è di operosità e di disordine, tipica di un ambiente di lavoro.
Il disegno (43,8 x 30,1 cm), realizzato a pastello su carta, raffigura una scena all’interno di un ambiente di imballaggio. La fonte, purtroppo, non fornisce una descrizione visiva dettagliata, lasciando spazio a una certa interpretazione, che l’analisi diretta dell’immagine permette di colmare. Tuttavia, dal titolo (PACKRAUM) e dalle parole chiave fornite (World War I basket bottle of wine container of paper/cardboard: bag/carton table public building/department store – Prima Guerra Mondiale cesto bottiglia di vino contenitore di carta/cartone: borsa/cartone tavolo edificio pubblico/grande magazzino), si deduce la presenza di cesti, bottiglie di vino, contenitori di carta o cartone (borse o scatole) e un tavolo, suggerendo un ambiente che potrebbe essere un magazzino, un deposito o forse un retrobottega, come l’immagine conferma. L’assenza di figure umane concentra l’attenzione sugli oggetti, che divengono protagonisti della scena, assumendo un valore simbolico. Il grande cesto in primo piano, realizzato con tratti rapidi e sicuri, cattura lo sguardo dell’osservatore e lo introduce nell’ambiente. Le bottiglie, disposte in modo apparentemente casuale sul tavolo, suggeriscono un’attività frenetica e la necessità di imballare e spedire rapidamente le merci. I pacchi, di diverse forme e dimensioni, contribuiscono a creare un senso di disordine e di provvisorietà. La firma e la data EGON SCHIELE 1917 in basso a destra, unitamente alla designazione PACKRAUM in basso a sinistra, autenticano l’opera e ne definiscono il soggetto, fornendo una precisa collocazione temporale e spaziale. La scelta del pastello, con la sua texture morbida e sfumata, contribuisce a creare un’atmosfera di immediatezza e di quotidianità, quasi come uno schizzo preso dal vero.
L’opera si colloca in un contesto storico ben preciso: il 1917, pieno pieno della Prima Guerra Mondiale. Questo contesto storico è fondamentale per comprendere appieno il significato dell’opera, che si configura come una testimonianza silenziosa della vita durante il conflitto. Il riferimento a Trotzdem Kunst! Österreich 1914-1918 (Nonostante tutto, arte! Austria 1914-1918) suggerisce la resilienza dell’attività artistica nonostante il conflitto, un tentativo di preservare la normalità e la bellezza in un periodo di profonda crisi, di fronte alla distruzione e alla morte. La presenza di bottiglie di vino e contenitori potrebbe alludere all’imballaggio e alla spedizione di beni in tempo di guerra, o forse evocare più semplicemente la vita quotidiana in un periodo di tensione e privazioni, dove anche un gesto semplice come imballare delle bottiglie assume un significato simbolico. La scelta di un ambiente di imballaggio rappresenta un aspetto della vita quotidiana, forse in un contesto umile e lavorativo, ampliando il repertorio tematico di Schiele oltre i ritratti e le figure, e offrendo uno spaccato sulla vita delle persone comuni durante la guerra. L’appartenenza di Schiele all’Espressionismo si manifesta in Packing Room attraverso l’essenzialità della rappresentazione e la forte carica emotiva che traspare dalla scena, nonostante l’assenza di figure umane, che vengono evocate attraverso gli oggetti e l’atmosfera che essi creano.
La provenienza dell’opera, attraverso passaggi di proprietà che includono Hans Rosé (1917-1974), gli eredi di Hans Rosé (1974-1990), Dr. Rudolf Leopold (1990-1994) e infine il Leopold Museum (1994), ne traccia la storia collezionistica, attestandone l’importanza nel panorama artistico. L’opera fu messa all’asta da Sotheby’s a Londra nel 1990 prima di essere acquisita dal Dr. Leopold, un importante collezionista di opere di Schiele. L’inclusione dell’opera nel *catalogue raisonné* di Jane Kallir (D2161) permette di collegarla ad altre opere di Schiele per affinità tematiche e stilistiche, fornendo un contesto critico e storico-artistico più ampio. Il lascito di quest’opera risiede nella sua capacità di offrire uno spaccato inusuale sulla vita quotidiana durante la Prima Guerra Mondiale, attraverso la rappresentazione di un ambiente di lavoro apparentemente banale, che acquista un significato simbolico in un contesto storico così drammatico, diventando una testimonianza silenziosa di un’epoca. La scelta del pastello potrebbe aver contribuito a creare un’atmosfera di immediatezza e di quotidianità, quasi come uno schizzo preso dal vero, conferendo all’opera un carattere intimo e personale.
Titolo: Stanza d’imballaggio
Titolo: Packing Roomi
Data: 1917
Tecnica: Pastello su carta
Dimensioni: 43,8 x 30,1 cm
Stile: Espressionismo
Categoria: Opera grafica
Firma: Firmato e datato in basso a destra: EGON SCHIELE 1917; designato in basso a sinistra: PACKRAUM.
Inventario: Leopold Museum, Vienna, Inv. 1416
Status: Attualmente non in mostra
Provenienza: Hans Rosé (1917-1974); Eredi di Hans Rosé (1974-1990); Dr. Rudolf Leopold (1990-1994); Leopold Museum (1994)
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