Egon Schiele ⋯ Cartolina di Emmy Obransky a Egon SchieleQuesta cartolina, inviata da Emmy Obransky a Egon Schiele il 14 ottobre 1918, si presenta come un piccolo rettangolo di cartoncino (13.9×9 cm) che racchiude in sé un universo di significati, un frammento di corrispondenza privata che, alla luce degli eventi successivi, si eleva a testimonianza profondamente toccante e testamentaria di un amore complesso e tormentato, un legame destinato a essere spezzato dalla prematura scomparsa dell’artista. Benché non si tratti di un’opera figurativa autonoma, questa comunicazione epistolare, con la sua stampa sul recto e il messaggio manoscritto a inchiostro sul verso, si configura come un documento significativo per comprendere la profondità dei sentimenti che legavano Emmy e Egon e il contesto storico e personale che caratterizzò la loro relazione.

L’immagine del recto mostra una scena idilliaca, con una figura femminile in abiti settecenteschi seduta su una panchina in un giardino lussureggiante, mentre sullo sfondo si intravedono altre figure in un contesto bucolico e sereno. La scelta di questa stampa, caratterizzata da toni pastello e da un’atmosfera di grazia e di leggerezza, contrasta in modo stridente con l’intensità emotiva del messaggio sul verso, creando un’eco di un mondo ideale e lontano dalla realtà contingente.

Il verso della cartolina rivela la grafia di Obransky, caratterizzata da un tratto rapido e leggero, e un messaggio conciso ma denso di significati. Le parole, scelte con cura e precisione, esprimono inequivocabilmente l’amore e la devozione di Emmy per Egon: I love you. Questa dichiarazione, posta all’inizio del messaggio, si configura come un’affermazione di un sentimento profondo e sincero, che non teme di essere espresso con chiarezza e con passione.

Egon Schiele ⋯ Cartolina di Emmy Obransky a Egon Schiele
L’appellativo My dear master!, utilizzato per rivolgersi a Schiele, suggerisce una relazione complessa, che va oltre la semplice amicizia e che implica un legame romantico e/o un profondo rispetto, forse anche di natura artistica, con Schiele visto come una figura guida, un maestro da cui imparare e da ammirare. La richiesta di anticipare l’incontro da giovedì a mercoledì, motivata da un impegno alla Volksoper, rivela un certo timore di una reazione negativa da parte di Schiele, confermando la presenza di una dinamica di potere o di una personalità particolare dell’artista, forse incline a reazioni impulsive. Nonostante ciò, il tono generale della richiesta è gentile e rispettoso, ma anche determinato, come si evince dalla frase Ma verrò a trovarla anche mercoledì alle 4, la prego di aspettarmi.

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 Joe Conta
 Analisi critica delle opere di Egon Schiele
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