Uomo spiritoso
Secondo lui, tutto cominciava dall’acqua e rifiniva in acqua. Aristotele dice che quest’idea gli fu suggerita dall’osservazione che tutto ciò di cui gli animali e le piante si nutrono è umido. Può darsi. Comunque, Talete fu il primo a capire che tutto ciò che forma il creato ha un principio unico e comune. Sbagliò identificandolo nell’acqua. Ma, a differenza di tutti coloro che lo avevano preceduto e che avevano fatto risalire l’origine delle cose a una pluralità di altre cose o persone, egli intravide l’origine unica di tutto, cioè fu il primo a dare un fondamento filosofico al monismo (da monos, che vuol dire appunto uno). Talete immaginò la vita come un’anima immortale, le cui particelle s’incarnavano momentaneamente ora in una pianta, ora in un animale, ora in un minerale. Quelle che morivano secondo lui erano solo queste momentanee incarnazioni, di cui l’anima immortale prendeva volta a volta la forma e costituiva la forza vitale. Per cui, fra vita e morte non c’era sostanziale differenza. E quando gli chiesero perché allora egli si ostinava a preferire la prima alla seconda, rispose: “Appunto perché non c’è differenza“. Era anche un uomo spiritoso, che precorse Socrate nella tecnica di ribattere le obbiezioni altrui con risposte che sembravano soltanto scherzose a tutti gli sciocchi, i quali credono che la serietà sia tutt’uno col sussiego e la prosopopea. Quando gli chiesero cosa fosse secondo lui l’impresa più difficile per un uomo disse: “Conoscere se stesso“. E quando gli domandarono cos’era Dio, rispose: “Ciò che non comincia e non finisce“: che è ancora, dopo duemilacinquecento anni, la definizione più pertinente. Alla domanda in cosa consistesse, per un uomo virtuoso, la giustizia, replicò: “Nel non fare agli altri ciò che non si vuole che sia fatto a noi“. E in questo anticipò di seicento anni Gesù.

Crediti
 • Indro Montanelli •
 • Storia dei Greci •
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