Auf der ferse aitzend frau
Pandora portò il vaso coi mali e lo aprì. Era il dono degli dèi agli uomini, un dono di fuori bello e seducente, chiamato «vaso della felicità». Subito tutti i mali, esseri vivi e alati, volarono fuori: da allora girano per il mondo e arrecano danno agli uomini di giorno e di notte. Un unico male non era ancora guizzato fuori dal vaso: allora Pandora riabbassò per volontà di Giove il coperchio, e così esso vi rimase dentro.
Ora l’uomo ha in casa per sempre il vaso della felicità e crede mirabilia del gran tesoro che in esso possiede: esso è a sua disposizione, egli lo prende, quando gliene viene voglia; poiché non sa che quel vaso che Pandora portò era il vaso dei mali, e tiene il male rimasto lì dentro per il più gran bene di felicità – esso è la speranza.
Giove volle cioè che l’uomo, per quanto tormentato dagli altri mali, tuttavia non gettasse via la vita, e continuasse invece a farsi tormentare sempre di nuovo. Perciò egli dà agli uomini la speranza: essa è in verità il peggiore dei mali, perché prolunga le sofferenze dell’uomo.

Crediti
 Friedrich Nietzsche
 Umano troppo umano
 SchieleArt •  Auf der ferse aitzend frau • 1917




Quotes per Friedrich Nietzsche

Le conseguenze delle nostre azioni ci prendono per i capelli, completamente indifferenti al fatto che nel frattempo noi ci siamo «migliorati».

Una cosa che si chiarisce, smette di interessarci. - Cosa voleva dire quel Dio che suggerì: «Conosci te stesso!». Voleva forse dire: «Smetti di interessarti a te stesso! diventa obiettivo!». E Socrate? - E l'«uomo scientifico»?

Colui che vuole muovere la moltitudine non dovrà essere il commediante di se stesso? Non dovrà prima di tutto tradurre se stesso in grottesca evidenza e sciorinare tutta la sua persona e il fatto suo in questa riduzione grossolana e semplicistica?

Parlare molto di sé può anche essere un modo per nascondersi.

È sempre una cosa sola quella per cui la felicità diventa felicità: il poter dimenticare o, con espressione più dotta, la capacità di sentire, mentre essa dura, in modo non storico. Chi non sa mettersi a sedere sulla soglia dell'animo dimenticando tutte le cose passate, chi non è capace di star ritto su di un punto senza vertigine e paura come una dea della vittoria, non saprà mai cos'è la felicità, e ancor peggio, non farà mai alcunché che renda felici gli altri.