Vender fole ai garruli clienti

La nobiltà, ignorante e inerte, dipendeva dalla casta degli avvocati.
Dagli avvocati la nobiltà, per la sua inerzia e ignoranza, dipendeva affatto, e tante erano le controversie nascenti dal groviglio dei diritti e dalla molteplicità delle legislazioni, tanto lo spirito litigioso nell’ozio generale, che l’importanza di quella classe si fece grandissima, e l’esercizio del foro, la strada dell’avvocazione, parve fosse la sola aperta agli uomini intraprendenti, perché quella delle armi non valeva più a tal fine, e quella dei commerci e delle industrie mancava, onde il vender fole ai garruli clienti divenne la vera industria e i1 lucroso commercio interno di Napoli. Anche questo lato della vita meridionale di quel tempo ha un libro che lo illustra e documenta, i Ricordi dell’avvocato Francesco d’Andrea; il quale – dopo avere spiegato come Napoli presentasse le condizioni più favorevoli all’esercizio avvocatesco, perché popolosa capitale di un regno grande e pieno di principi e signori e in cui avevano interessi i principali sovrani d’Europa, con accentramento di tutte le cause di tutte le provincie nel Sacro Regio Consiglio, il quale abbracciava perciò giurisdizione maggiore del Parlamento di Parigi – la esalta come quella città dov’è più premiato il valore e dove l’uomo, senza avere altre qualità che il proprio merito, può ascendere a carichi grandi e a ricchezze immense, a dignità superne ed a governar la repubblica, senza aver bisogno né di nascita né di danaro per arrivarci, anzi senza che nemmeno abbia l’onore della cittadinanza… ancorché sia d’infima plebe e della più umile terra del Regno. Dal foro si saliva infatti, agevolmente, alla magistratura giudicante e ad uffici politici. Il D’Andrea narra le fortune di molti avvocati della sua generazione e dell’anteriore, e descrive le loro figure. Di Andrea Marchese, per esempio, dice che, avendo sdegnato il posto più volte offertogli di consigliere e preferito di dar consulti legali, si vide la casa sempre piena di signori primari del Regno, che dipendevano dalle sue risposte come da oracolo. Particolarmente egli raccomandava quella professione ai “fuori-piazza”, cioè alle famiglie che non s’inquadravano né nella nobiltà dei sedili né nel vecchio popolo.

Crediti
 • Benedetto Croce •
 • Storia del Regno di Napoli •
 • SchieleArt •   •  •

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