Gioacchino Schembri ⋯
L’usare riguardo e l’avere compassione è sempre stato il mio più grande pericolo; e ogni natura umana vuole essere trattata con riguardo e compatita. Con verità represse, con una mano da folle e un cuore infatuato e ricco di bugie nate dalla compassione; così ho sempre vissuto tra gli uomini. Sono stato seduto tra loro travestito, pronto a disconoscere me stesso per poter sopportare loro, cercando volonterosamente di convincermi: “Pazzo, tu non conosci gli uomini!“. Si disimpara cosa sono gli uomini, se si vive tra gli uomini: troppo, in tutti gli uomini è solo facciata – a che servono allora occhi che vedono e cercano in lontananza! E quando mi disconoscevano, io, pazzo, avevo più riguardo per loro anziché per me: abituato alla durezza verso me stesso, e spesso vendicando su di me la mia indulgenza. Punzecchiato da mosche velenose e scavato come una pietra da molte gocce di cattiveria, così sedevo in mezzo a loro e cercavo di convincermi: “Tutto ciò che è piccolo è innocente nella sua piccolezza!” Specialmente quelli che si chiamano “i buoni” mi apparvero come le più velenose delle mosche: essi pungono in tutta innocenza, mentono in tutta innocenza; come potrebbero essi verso di me – essere giusti! A chi vive in mezzo agli uomini la compassione inizia a mentire. La compassione rende l’aria pesante a tutte le anime libere. La stupidità dei buoni è senza fondo.

Crediti
 • Friedrich Nietzsche •
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