Egon Schiele ⋯ Mill in ruins

Il mondo non è quel che sembra. L’Oceano Pacifico custodisce in sé il sogno di secoli immemorabili. È il grande crepuscolo azzurro della sera più immensa, o forse dell’alba più splendida. Chi può saperlo? […] A questo fantasma ritornò Melville. Indietro, indietro, lontano dalla vita. Mai nessuno odiò d’istinto la vita umana, la nostra vita umana così com’è, più di Melville. E mai nessuno fu pervaso con tanta forza dal senso dell’immensità e del mistero della vita non umana. Egli impazziva dalla voglia di guardare al di là dei nostri orizzonti. Dovunque, dovunque, ma fuori dal nostro mondo. Per andare via. Scappare! Per andarsene, scappare dalla nostra vita. Attraversare l’orizzonte che lo separava da un’altra vita. Poco importa quale, purché fosse un’altra. Lontano, lontano dall’umanità. Verso il mare. Il mare salato, nudo, primigenio. Prendere il mare, per fuggire l’umanità. Il cuore umano finalmente smania, nel desiderio di disumanizzarsi.

Crediti
 • David Herbert Lawrence •
 • SchieleArt •  Mill in ruins • 1916 •

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