
Ciò che tutti apparentemente temiamo è l’abbandono, l’esclusione, l’essere respinti, banditi, abbandonati, spogliati di ciò che siamo, il vederci rifiutare ciò che vogliamo essere. Temiamo che ci vengano negati compagnia, amore, aiuto. Temiamo di venir gettati tra i rifiuti.
Per le persone spaventate dall’instabilità del mondo in cui vivono, la «comunità» appare un’alternativa invitante. È una visione paradisiaca di tranquillità, sicurezza fisica e pace spirituale. Per le persone insofferenti ai vincoli, prescrizioni e proscrizioni, per le persone che si battono per la libertà di scelta e l’autoaffermazione, quella stessa comunità che esige dai suoi membri una fedeltà irremovibile è, al contrario, un incubo: la visione di un inferno o di una prigione.
Visione paradisiaca di tranquillità
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