
Ma che cosa c’è prima del cogito e dell’orizzonte da esso dispiegato? Spinoza parlava di un conatus in forza del quale ogni cosa si sforza di permanere nel suo essere, Leibniz di appetitus antecedente a ogni percezione, Schopenhauer di volontà di vita rispetto a cui ogni rappresentazione è un inganno, e Nietzsche di volontà di potenza che a null’altro tende se non a ribadire se stessa. Dunque la filosofia ha sempre sospettato, sotto la luce chiara del cogito e delle sue rappresentazioni, la luce nera e poco familiare della vita che ribadisce se stessa, incurante della rappresentazione della vita che gli uomini si fanno. Nella rappresentazione, allora, si fondono due istanze inconciliabili: la forza della vita, per cui noi siamo, e la visione che noi abbiamo della vita, per cui pensiamo. Il cogito e il sum, che Cartesio aveva collegato con un ergo, si ripropongono, ma non con la chiarezza dell’evidenza, bensì con la drammaticità di un conflitto che viene prima di tutti i conflitti di cui si lamenta il nostro vivere quotidiano. Noi siamo vissuti da una vita che, nella rappresentazione che fa di sé, si mostra incurante delle nostre intenzioni, e al tempo stesso non potremmo vivere se non alimentando giorno per giorno propositi e intenzioni che la vita, nel suo cieco e semplice desiderio di vivere, trascura. Le nostre rappresentazioni, al loro stesso interno, si sentono contrastate da un destino inscritto nel nostro desiderio, e da una storia promossa dalle nostre intenzioni che il desiderio ignora. Freud ha messo in scena questo dramma, il cui testo era già stato scritto dai filosofi che, nel dispiegare la luce diurna della ragione, sapevano da quali tenebre la evocavano e ben si guardavano dal dimenticare la notte.
La psicoanalisi, con Freud, decostruisce l’autonomia della coscienza inaugurata dalla filosofia moderna, e ne segnala la dipendenza dall’inconscio. Così facendo Freud si tiene sul terreno dell’opposizione dove il conflitto, così come si genera, si riassorbe. Nietzsche, che non crede che pensare contro significhi pensare fino in fondo, va alle radici della coscienza, scavando il fondo su cui si impianta il radicamento. Questa operazione, che rimuove la solidità delle radici, disloca la psicologia dal luogo che si è data, quindi la dis-orienta, la sottrae al suo oriente, alla sua origine storica. Ciò avviene attraverso l’impiego del metodo genealogico, che Nietzsche ha introdotto non solo a livello morale, come potrebbe far pensare la Genealogia della morale, ma a tutti i livelli, per cui la ragione dell’Occidente e la storia che con essa si dischiude subiscono una muta violenza. A provocarla non è l’irruzione romantica dell’irrazionale come in Schopenhauer, o la contrapposizione di un principio antagonista come l’inconscio di Freud, ma l’incedere tranquillo di una domanda che non chiede: Che cos’è la ragione?, ma: Come è venuta al mondo la ragione?. L’inaugurazione del metodo genealogico obbliga Nietzsche ad aggirare Socrate per farsi raccontare l’evento dagli dèi, da Apollo e da Dioniso, che la dialettica della filosofia e della storia della filosofia escludono dalla propria fortificazione. La mappa viene sconvolta perché, fatto reagire con la sua origine, il volto della ragione non può più offrirsi sotto la maschera della verità, ma dovrà confrontarsi con le condizioni che hanno reso necessaria quella maschera. Il gioco, infatti, non è più all’interno della ragione, ma tra la ragione e il suo altro. Lo spostamento della domanda ha sottratto a Platone l’inoppugnabilità delle regole, che ora appaiono non più come le regole del gioco, ma come le regole del suo gioco. Ma Platone vuol dire Occidente, non nel senso erudito che tutti conoscono Platone, ma nel senso assai più radicale che tutti lo professano, quando pensano con categorie che articolano un vero e un falso, un bene e un male, un’anima e un corpo.
Conatus: Concetto spinoziano che indica lo sforzo intrinseco di ogni ente di perseverare nel proprio essere, precursore delle moderne teorie sulle pulsioni di autoconservazione.
Genealogia: Metodo di indagine storica e filosofica utilizzato da Nietzsche per rintracciare l’origine e l’evoluzione dei valori e dei concetti, svelandone le radici non assolute ma storiche e umane.
Rappresentazione: L’immagine o il concetto mentale che il soggetto si forma della realtà e di se stesso, spesso in contrasto con la natura cieca e irrazionale della volontà di vivere.
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Mentre Schopenhauer invita con la noluntas a rinunciare al gioco della volontà Freud sta dalla parte della rappresentazione che legge come dominio sulle pulsioni
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Il nichilismo non è una malattia, ma la condizione normale della nostra cultura. I giovani non sono apatici per colpa loro, ma perché vivono in un mondo che ha smesso di offrire loro un futuro credibile.
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L'amore è povertà, carenza. È attesa che l'altro corpo percorra uno spazio e, colmando un vuoto, incontri. Nell'incontro non c'è fruizione di un corpo, ma accoglimento di un dono. Il desiderio, invece, non conosce incontri, non riduce la propria soggettività per creare quello spazio indispensabile all'apparizione della soggettività altrui. Il desiderio conosce solo la saturazione per possesso. Nel suo sguardo non ci sono le tracce di un'attesa, ma la smaniosa concupiscenza di incontrare nell'altro solo sé stesso.
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Inconscio, desiderio, realtà, immaginazione, simbolo, che hanno avuto nella filosofia il loro atto di nascita, il loro sviluppo, l'orizzonte del loro significato. Per effetto di questa loro diffidenza nei confronti della filosofia, parlano di anima e ignorano Platone che questa parola ha inaugurato, parlano di Io e ignorano che questa parola ha tre secoli di vita (da Cartesio in poi), parlano di pulsione e ignorano Schopenhauer che questa parola ha introdotto e a cui Freud concede un ampio riconoscimento: Molti filosofi - scrive Freud - possono essere citati come precursori della psicoanalisi, soprattutto Schopenhauer la cui volontà inconscia può essere equiparata alle pulsione psichiche di cui parla la psicanalisi.
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Paura esperienza universale umana attraversa epoche culture diverse storia evoluzione psicologica sociale individuale trasformazione emotiva profonda significato esistenziale coraggio affrontamento limiti personali superamento ostacoli interni esterni crescita maturità consapevolezza responsabilità scelte vita autonome libere condizionamenti esterni interni trasformazione coscienza individuale collettiva globale rilascio paure antiche nascoste.
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Genealogia della morale di Friedrich Nietzsche
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Etica di Baruch Spinoza
In questo trattato geometrico, il filosofo espone la sua visione panteistica della realtà, identificando Dio con la Natura. L’opera esplora la natura delle passioni umane e la potenza dell’intelletto, introducendo il concetto di conatus come sforzo di autoconservazione essenziale di ogni essere. La comprensione delle leggi necessarie che governano l’universo e la mente umana è presentata come la via per raggiungere la beatitudine e la libertà, offrendo un antecedente filosofico fondamentale alle teorie pulsionali moderne.
Nuovi saggi sull’intelletto umano di Gottfried Wilhelm Leibniz
L’autore risponde all’empirismo di Locke difendendo l’innatismo e la complessità della mente umana. Attraverso il concetto di appetitus e le petites perceptions, viene introdotta l’idea che esistano processi mentali inconsci che precedono la consapevolezza chiara. Questo lavoro anticipa temi centrali della psicologia del profondo, suggerendo che la percezione cosciente è solo la punta dell’iceberg di un’attività psichica molto più vasta e sommersa, influenzando le future teorie sull’inconscio.

























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