Vita prolifica in nuce
Diciamo l’altro e cerchiamo il simile, muoviamo verso l’altro restando in noi stessi; arroccati, bramiamo la fusione, di modo che sia l’altro ad essere per noi – e morire al nostro posto, magari… – anche se per assurdo, neanche l’altro ha la più pallida idea di cosa sia essere. Individuazione appena abbozzata, e che resta tale; cordone ombelicale che psicologicamente non si riesce a tagliare, tanto sembra normale proseguire sulla sua scia. Vita prolifica in nuce, che continua a muovere sugli stessi solchi lineari in un tempo circolare, facendo sì, che si creda di portarsi avanti, mentre invece si continua a girare su sé stessi, proiettando esteriormente il proprio interno, di modo che l’esterno mai non sia e neppure l’altro… inclusi noi: è così che si muore senza essere mai vissuti.

Crediti
 Anna Maria Tocchetto
 Pinterest • Madame Yevonde  • 




Quotes per Anna Maria Tocchetto

Un'opera d'arte è la coincidenza del dentro e fuori dell'artista, il punto di equilibrio, è ciò che non lascia residui, possibilità d'interpretazione. La vedi, e sai che è un'opera d'arte, perché hai perso la parola; tu non ci sei più, come l'artista del resto, si è fatto da parte, affinché questa sia. Unico punto d'incontro, umano e artistico, che sia in un dipinto, in una scultura, in un romanzo o in un rapporto di amicizia o amore.

Tutte le strade portano a Roma, e il tutto si gioca nell'equivalente percorso che questo comporta: smarrimenti, incidenti, morti. Una volta presi e presa una strada, si persiste, in quanto, si sa, nel solo modo possibile di sapere, cioè, credendo, per cui: chi lascia la strada vecchia per la nuova, non sa cosa lascia, e figuriamoci, ciò che trova.

O ci si fida o non ci si fida, non si testano le persone, la vita stessa è un banco di prova. Quando la presenza non basta, ciò che si cerca, non sono le prove dell'amore dell'altro, ma conferme del proprio disamore di sé.

Per formulare anche un solo pensiero, occorre avere dei punti fermi su e da cui muovere, gli stessi che poi, saranno annullati, in quanto, travolti e mutati dallo stesso vissuto. Noi a questo non ci pensiamo, ma crediamo, appunto, ci sia, una qualche verità, che si riduce poi, a una ragione, sempre e inevitabilmente accompagnata al torto, da quella altrui.

La trasgressione come parte dello stesso gioco, anzi, indispensabile e necessaria, affinché il gioco abbia un senso e una realtà effettiva; nulla esiste senza il suo opposto, cosa questa che sa bene chi vi specula, o meglio, il gioco stesso lo favorisce, in quanto è più semplice ottenere in risposta una reazione, piuttosto che agire indipendentemente oltre questa.