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Qualcuno, spesso, ama scivolare nel vittimismo, piagnisteo isterico di chi vuol “vincere” non si sa bene cosa, ritenendo altri come otri da colmare con effluvi di lacrimose esperienze, eccitandosi nel piacere di essere vittima sacrificale del maligno destino, blindato nelle sue certezze, vittima del proprio narcisismo, che si appaga attraverso altrui, ignare, caritatevoli approvazioni.

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