L'insegna della gioia di vivere
Il nostro individualismo, non è un individualismo da cimitero, un individualismo di tristezza e di ombra, un individualismo di dolore e di sofferenza. Il nostro individualismo è creatore di gioia: in noi e fuori di noi, Noi vogliamo trovare la gioia ovunque è possibile – quanto dire in rapporto con la nostra capacità di ricercatori, di scopritori, di realizzatori; e noi vogliamo crearne ovunque ci è possibile -, cioè ovunque troviamo mancanza di pregiudizi e di convenzioni, di «bene» o di «male». Noi evolviamo avendo come insegna la gioia di vivere. E riconosciamo che ci comportiamo bene interiormente quando vogliamo dare e ricevere della gioia e del godimento, quando vogliamo fuggire per noi stessi, e risparmiare a coloro che ci arrecano gioia e piacere, le lacrime e la sofferenza. La nostra salute interiore si misura da questo: che noi non siamo ancora nauseati dalle esperienze della vita, che noi siamo individualmente e sempre disposti a tentare una nuova esperienza; a ricominciarne una che non è riuscita o che non ci ha fornita tutta la gioia e tutto il piacere che ce ne ripromettevamo; che vi è in noi dell’amore, dell’infinito amore per la gioia, per l’allegrezza di vivere. […] Sì, il nostro individualismo è basato sull’amore per la gioia di vivere, la gioia di vivere al di fuori della legge e al di fuori della morale, al di fuori della tradizione e della schiavitù dei pregiudizi sociali e civici.

Crediti
 Emile Armand
 Vivere l'anarchia
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