
Ma che, in un paese veramente civile nel quale si suppone il Medioevo sia stato superato da molti secoli, un vecchio dio della tempesta e dell’ebbrezza, voglio dire Wotan, da tempo messo in pensione – quella della storia -; che quel dio, come un vulcano spento, possa risvegliarsi e dar prova di una rinnovata attività: ecco, questo è un fatto più che curioso; è sintomatico e non manca di un suo lato comico.
Come sappiamo, è nei movimenti giovanili della Germania che è stato richiamato alla vita ed onorato, dalla sua risurrezione, con sanguinosi sacrifici di montoni.
Questi biondi adolescenti (talvolta anche ragazze) che vedevamo instancabilmente errare su tutte le grandi strade, dal Capo Nord alla Sicilia, col sacco in spalla e armati di chitarra, erano i fedeli servitori dell’infaticabile dio errabondo. Più tardi, verso la fine della repubblica di Weimar, le migliaia di disoccupati che si incontravano dappertutto, nomadi, vennero a ingrossare le fila dei viaggiatori vagabondi. Dal 1933 però questa forma di pellegrinaggio (Wandern) fini, sostituito da una marcia cadenzata, alla quale presero parte centinaia di migliaia di individui, dal bambino di cinque anni al veterano. Il movimento hitleriano mise letteralmente in piedi tutta la Germania, offrendo lo spettacolo di una migrazione di popolo sul posto, migrazione che ritma il suo passo: Wotan il dio errante si era risvegliato.
[…] Wotan, instancabile errabondo, torbido fautore che suscita, ovunque, querele e dispute o che esercita effetti magici, era immediatamente stato mutato dal cristianesimo in una specie di diavolo; della sua esistenza restava soltanto un fuoco fatuo che bruciava talvolta nelle notti tempestose, sotto le sembianze di un cavaliere fantasma accompagnato dalla sua coorte; e questo ormai soltanto nelle tradizioni puramente locali che si andavano sempre più assopendo.
[…] Questo stormire nella foresta vergine dell’inconscio non è stato percepito, festeggiando il solstizio d’estate, soltanto dagli adolescenti tedeschi: prima di loro l’avevano già intuitivamente presentito Nietzsche, Schuler, Stefan George e Klages.
Wotan il dio errante si era risvegliato
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