Wotan possiede la sua particolare biologia
La Germania è un paese di catastrofi spirituali: alcune qualità offerte dalla natura non vi contrattano mai altro che una pace puramente formale con la ragione, dominatrice del mondo. Il suo antagonista è un vento che, proveniente dalle immensità asiatiche, da cui nasce, soffia su un largo fronte, dalla Tracia alla Germania, penetrando anche in Europa, dove talvolta spazza dall’esterno i popoli come fossero foglie d’autunno; talvolta ispira, dall’interno, pensieri perturbatori del mondo, come una specie di elementare Dioniso, che annienta l’ordine apollineo. L’istigatore di tempeste è stato chiamato Wotan. Per studiare in modo preciso il suo carattere, dobbiamo conoscere non soltanto gli effetti storici dei disordini spirituali e dei rovesciamenti politici, ma anche i racconti mitologici che ci giungono da epoche in cui ancora non si spiegava tutto con l’uomo, non si riconduceva ancora tutto alle sue limitate possibilità, ma si trovavano le più profonde cause nella sfera dell’anima e delle sue autonome potenze. La più remota intuizione ha sempre incarnato tali potenze negli dei: essa li definiva, alla sua propria maniera, con una cura minuziosa e assai circostanziata, attraverso i miti. Questa operazione era tanto più agevole trattandosi di tipi o di immagini originali, solidamente costruiti, innati nell’inconscio di parecchi popoli, il cui comportamento particolare veniva così a caratterizzarsi.
Per questo possiamo parlare dell’archetipo Wotan, il quale, in quanto fattore psichico autonomo, produce effetti collettivi e abbozza, proprio per questa trascrizione nei fatti e nella vita, un’immagine della propria natura.
Wotan possiede la sua particolare biologia, che si distingue dall’essenza degli individui presi uno alla volta; questi sono soltanto temporaneamente sotto l’irresistibile influsso di tale condizionamento inconscio. Ma nel frattempo l’esistenza dell’archetipo Wotan sarà per loro un fatto tanto inconscio quanto, per esempio, un’epilessia latente.

Crediti
 • Carl Gustav Jung •
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