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L’io è un hic

Liu Zhan L’io è un luogo, un hic: pertanto lo apparenteremo alla stazione, o al funerale; luogo trascendentale, metafisico segno d’unghia, e anche meno, astuzia del discorso (come a dire: Signore e Signori) o della sragione, sede del delirio, poltrona della demenza, trono della balbuzie, bara ⋯

Teste pensanti

Joan Miró Le teste pensanti e in genere le persone di grande intelligenza, senza eccezione, non possono assolutamente sopportare i rumori. Questi disturbano, infatti, la corrente continua dei loro pensieri, interrompono e paralizzano il loro pensare, appunto perché lo scuotimento del nervo acustico si propaga tanto ⋯

hyéroglyphes

 ⋯ Non si può non avvertire la vocazione favolosa e fantastica dell’arte orientale: quest’arte quasi sempre senza volti, che non racconta nulla, ma celebra una irrequieta immobilità di segni entro uno spazio fluttuante ed arbitrario, che è totalmente «decorazione» ai nostri occhi disabituati alla gioia ⋯